Partir Partir Bisogna
Intorno alla guerra, all’esilio, alla migrazione
Terza parte della Trilogia dell´Ombra
Progetto per video corpo e musica
Berlino 9. Dicembre 2005 ore 19.00 entrata libera
Stazione della metropolitana di Nollendorfplatz (spazio davanti al monumento ai caduti e nel monumento)
Chi ha nella valigia alcuni oggetti che lo hanno seguito nel suo viaggio, è pregato di portare la valigia e sé stesso e di raccontare.
Concetto e regia: Annalisa Maggiani
Video proiezioni: Mario Morleo
Danza e performer: Adalisa Menghini, Annalisa Maggiani, Francesca Patrone
Musica live per tre musicisti
Ospiti migranti ed esuli
Con il finanziamento del Dezentrale Kulturarbeit des Bezirks Tempelhof- Schöneberg ed il patrocino del COMITES (Comitati italiani all’estero) con l’appoggio dell’Azienda di Trasporto Pubblico di Berlino (BVG) e di Tanzfabrik.
„infinite ombre si avvicendano tra le onde o nel deserto o fino al cielo, ombre di esuli, migranti, senza Terra, La Storia chiama a chiudere i confini ma altri 1000 se ne aprono...“
Happening e performance-installazione, questo spettacolo nel metrò tra le rampe di scale che dividono il passaggio verso le diverse direzioni ed il monumento ai caduti, porta la tradizione italiana del teatro di strada affiancata da una più contemporanea arte della performance.
Una performance che ha per oggetto l’ombra, la parte in ombra della civilizzazione, le maree di guerre e migrazioni, di esilii che formano nuove appartenenze.
La migrazione sia essa spinta da una ricerca individuale o da fattori economici ed oggettivi, porta a nuove domande e nuove appartenenze, alla nostalgia e al confronto tra la propria cultura e quella che ci ospita.
Con l’esilio ci si trova in un Non-luogo che diventa poi irrinunciabile nuova terra .
La vita umana è “denudata” e per questo cade in una nudità “tragica ed aurorale” .
Ci vogliamo confrontare con questi temi di nuovo in un luogo pubblico, quotidiano, un luogo di passaggi, per questo evocativo: la metropolitana e in specifico intorno a quel punto in cui c’è un monumento in ricordo ai caduti della guerra.
Ogni danzatrice danzerà il proprio assolo di migrazione, i linguaggi si confonderanno per differenziarsi, ognuna nella propria storia individuale.
Nella seconda parte anche il pubblico sarà coinvolto e sarà invitato a dare testimonianza della migrazione e/o esilio.
Ognuno con una valigia con gli oggetti che hanno seguito il suo viaggio Contemporaneamente si aprirà la” stanza della memoria
…Il pubblico potrà entrare da una piccola fenditura della porta, clandestino…