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4. Festival di Assoli Butoh

Questo Festival prosegue il viaggio nella “terra di confine”. “La danza di confine”: confine inteso come terra di nessuno, terra di passaggio, di transizione e trasformazione. Danzare in questa terra vuol dire prendersi il rischio di creare nuovi territori, mettere in comunicazione mondi diversi: il conscio e l´inconscio, il conosciuto e lo sconosciuto, la forma e la mancanza di forma. Ed anche “la terra di confine” tra Oriente ed Occidente, tra diverse discipline artistiche: confine come spazio di passaggio tra culture, arti, stili, in cui la capacitä  di assorbimento e trasformazione porta  alla creazione di nuove appartenenze, alla trasformazione delle reciproche diversità. Una terra in cui  il corpo  ritrova tutta la sua forza comunicativa e poetica. L’assolo nella danza butoh come nelle nuova danza ha un ruolo fondamentale: il danzatore libero coreografo di sé stesso, spesso usando l’improvvisazione per meglio cogliere l’attimo in divenire, può, come dice Kazuo Ohno:

“Lasciare che l’anima indossi il cosmo entrando nel regno di una originaria memoria del corpo”.

Programma

Venerdí 4 Maggio

Castello di Lerici

Ore 17.00

Apertura della mostra con opere di:

Bruna Esposito- senza titolo- DVD per la proiezione di un´ombra

Ilaria Distante- Alberi- videoinstallazione

Emilio D´Itri – ritratti di danzatori Butoh

Mario Morleo- Esistenza Oscura- videoproiezione

Ore 19.00

Performance “Costellazioni” di Annalisa Maggiani e il pittore Pietro Bellani

"Confrontazioni"

Assolo “Corpo a Corpo” di Adalisa Menghini (Berlino)

 

 

Sabato 5 maggio

Palestrina comunale di Lerici

Ore 10.00-16.00

workshop dei danzatori butoh

Minako Seki: Ore 10.00-13.00 e Yoko Muronoi: Ore 13.30-16.30

Castello di Lerici

Ore 17.00-19.00

Simposio al Castello di Lerici

Ore 21.00

Yoko Muronoi (Yokohama) "Anoyo no dekigoto" (una presenza di un mondo al di lá) musica dal vivo di Ikuto Takahashi.

Ore 22.15

Minako Seki (Berlino) “Dancing in Between” 

 

Domenica 6 maggio

Palestrina comunale di Lerici

Ore 10.00-16.00

Workshop dei danzatori Butoh

Castello di Lerici

Ore 17.00 alle 20.00

Forum e Finissage Mostra

Forum “a confronto con il Butoh”: 

danzatori italiani ed europei che si sono avvicinati e hanno lavorato con il  Butoh  mostreranno  brevi assoli  in diversi luoghi del Castello; saranno presenti i danzatori che hanno danzato nelle serate prima piú altri che vogliano mostrare il loro lavoro di ricerca.

Necessaria la prentazione per gli spettacoli e workshop:

Artisti

"Anoyo no dekigoto" 

dance YOKO MURONOI 
music IKURO TAKAHASHI

È una performance che crea un momento sospeso tra chi danza, chi suona, il luogo e i presenti. Muronoi non chiama questo comunicazione. Succede qualche cosa o non succede. Qualche cosa che succede nell´altro mondo e succede attraverso l´indeterminata, non- lineare, metafisica natura della comunicazione tra Muronoi e Takahashi durante l´improvvisazione della performance. Poetica fluttuante del Butoh molto lontana da tutte le “dimostrazioni”, questa performance ci passa vicino a noi, tra due mondi, tra questi due mondi non siamo obbligati a scegliere... Takahashi fa parte della storia del rock underground giapponese.

Yoko Murunoi è nata a Yokohama. Inizia a studiare danza buto con Akira Kasai durante il primo anno all’università Waseda di Tokyo. Ha lavorato con la
compagnia Seiryu kai (1982-84) e dal 1985 comincia la sua attivitá di Solo-danzatrice e approfondisce l´improvvisazione nella danza. Ha lavorato con danzatori, misicisti, videoartisti.

"Dancing Between"

Minako Seki

Danza e coreografia Minako Seki

Composizione e Musica Zam Johnson

Disegno e Luci  Nils Willers

Costumi  Mido Kawamura

Ass.Coreografia Shinichi Momo Koga

 

La vita é é un lungo,lungo sogno, noi ci lasciamo ciondolare in mezzo nello spazio in mezzo. Guardiamo rapiti dalla terra Nell´infinito spazio.

Sedere tra due sedie: chi non conosce questa situazione? Lá c´é un lato e lí l´altro. Si possono vedere entrambi i lati, si conoscono anche troppo bene  ma non ci si riesce a decidere o non ci si vuole decidere. E´quello che si chiama “Zwickmühle”, uguale che parte delle due si scelga, si perde qualche cosa, il piú delle volte una persona che ne é ferita, che si sente tradita. Ció non si vuole e si rimane allora nel centro fino a che succede qualche cosa  e allora si sceglie. Ma fino ad allora ci si sente semplicemente “in mezzo” Ci muoviamo tra due poli. Tra questi poli ci sono le nuance del nostro Essere. Minako dá possibilitá di espressione a questo “spazio tra”.

Minako Seki, nata a Nagasaki. Dal 1985 danza a Tokio nella compagnia „DanceLoveMachine“, con la quale viene in Europa a Berlino. Si stabilisce da allora a Berlino e fonda con Yumiko Yoshioka e Dalta Ra´i “Teatre danse Grotesque” il primo Butohensemble giapponese-tedesco. Dal 1996 approfondisce il suo lavoro come regista e coreografa. E costituisce un proprio Ensemble. A fianco al Butoh Minako prende altre forme di danza come il Contact dance, Break dance, Capoeira, Tango ecc... e sviluppa una propria tecnica che chiama “ Dancing Between”.

La novitá del festival é il maggiore spazio dato alle arti visive (mostra fotografica, video-installazioni e pittura) e in questa serata di Vernissage l´apertura di "Confrontazioni" dove ogni anno sará invitato un danzatore- coreografo che lavora nella danza contemporanea e  porta avanti una ricerca autentica in quella che possiamo chiamare “La terra di confine”. Quest´anno Adalisa Menghini (Berlino) porterá l´assolo “corpo a corpo”. Il Festival si apre al di lá del Butoh alla ricerca sul corpo e il movimento.

Adalisa Menghini

"Corpo a Corpo"

É un assolo sul funzionamento e trasformazione del corpo in movimento e tutte le aasociazioni che una mente puó avere su questo. Il punto di partenza  é puramente fisico  con un senso circolare di trasformazione. Fa parte di una trilogia di Assoli che si ispira a tre delle funzioni della “Macchina umana” di Gurdjieff.

Adalisa Menghini si é formata alla  Rotterdan Dans Akademy e alla School New Developement di Amsterdam.

 Dal 1981 studia e pratica il contact improvvisazione collaborando tra  gli altri con Kerstin Simpson, Yoshiko Shuma, labor Grass, kazue Ikeda ecc... Vive a berlino dove insegna al Tanzfabrik.

La sua danza é una ricerca sulla comunicazione corporale attraverso: contatto, distanza, tocco con la pelle, con gli occhi, spazio interno ed esterno, la sincronicitá nell´improvvisazione... essere nel presente con tutte le cellule.

Simposio

Castello di Lerici

Ore 17.00

 

Tema del Simposio é “Il corpo contenitore di memoria, la ragione del corpo e d il corpo-ombra” saranno presenti la giornalista e scrittrice Maria Pia D´Orazi (Roma), una docente di filosofia dell´Universitá di Pisa ed Angello Tonelli (Lerici).

Il nostro Assolo

Annalisa Maggiani

“Nella danza il corpo ripercorre da solo la sua propria memoria…non basta  semplicemente essere nati dal ventre materno. Sono necessarie molte nascite. Rinascere sempre e dovunque. Ancora ed ancora”                                                                                                                        Hijikata Tatsumi

 

Espressione del ‘900 nel campo della danza è stato l’Assolo in cui il danzatore, libero, è coreografo a sé stesso, spesso usando l’improvvisazione come modo per cogliere l’attimo in divenire del movimento e dello stato d’animo ad esso indissolubilmente unito, danza che colpisce per l’autenticità che  porta con sé:

Nella danza espressionista il corpo è in diretta connessione con l’anima, con il mondo interno del danzatore: la danza propone un ponte tra mondo interno ed esterno, il corpo in tutta la sua forza abitato in ogni sua parte. La tecnica non imbriglia  ma dona nuove possibilità di espressione, di movimento, per poter arrivare a movimenti inusuali, completamente individuali. La danza Butoh riprende questa eredità e la amplia con l’approccio orientale che le è proprio di completa adesione corpo-anima-psiche investendo in questo processo anche l’universo. Il corpo è allora ancora più libero in ascolto, si imprime di storie e le può rimandare, esprimere nella danza senza mediazioni. In questa danza, il corpo connesso al suo centro ed al centro del cosmo è connesso anche alla sua ombra. Ma cosa sta succedendo nella cultura del corpo “ufficiale”, splendente ed impossibilitato a mostrare qualsiasi tipo di ombre?

Il corpo è portatore di modelli, parla di una cultura, il corpo oggi vacilla  nel virtuale, nel non-corpo, la voragine corpo-anima è ancora più ampia. Il movimento unidirezionale nell’uso dei “tasti”: computer, cellulari, telecomandi vari ci porta sempre più lontano dalla pienezza corporea dello spazio abitato. Parallelamente corpi palestrati inseguono modelli che si allontanano ad ogni traguardo. Il corpo- corpo in palestra, la mente sul computer : la dualitá mente-corpo  tipica della cultura occidentale  in questa epoca è presente in modo lampante. È una scommessa poter andare contro-corrente  rispondendo a bisogni umani di aderenza delle nostre parti(corporea, mentale ed emotiva) e creare ogni giorno un approccio alla vita diverso in cui un respiro profondo ci connette a noi stessi ed ai nostri pensieri. Insomma, muovete il corpo per muovere le emozioni o viceversa e danzate magari solo dentro di voi ma danzate, danzate, danzate!

Biografia

Maria Pia D’Orazi, studiosa del teatro del Novecento, giornalista free lance. Dottorato di ricerca in Storia teoria e tecnica del teatro e dello Spettacolo, ha collaborato per sei anni (’92-’97) a didattica e ricerca del Dipartimento di Arti e Scienze dello spettacolo dell’Università di Roma “La Sapienza”, ha tenuto conferenze in Italia, Spagna e Germania. Ha pubblicato diversi saggi su riviste specializzate, due libri sul teatro d’avanduardia giapponese (Buto. La nuova danza giapponese, Roma, E&A Editori Associati, 1997; Kazuo Ôno, Palermo, L’Epos, 2001), curato la traduzione dall’inglese di un manuale di storia del teatro (Benito Ortolani, Il teatro giapponese, Roma, Bulzoni, 1998) e scritto un libro su uno psichiatra italiano emigrato negli Stati Uniti (Scusi ma lei è qualcuno? Ferruccio Di Cori, uno psichiatra a teatro, Roma, Bulzoni, 2006).

Ha organizzato per un decennio (1995-2005) stage e spettacoli di artisti giapponesi e partecipato ad alcuni progetti della Japan Foundation in Italia e Giappone. Ha organizzato e curato la direzione artistica di due Festival dedicati all’incontro fra Oriente e Occidente con il comune di Roma (1998) e il comune di Palermo (2000). Dal 2004 insegna come professore a contratto “Storia dello spettacolo” alla privata Accademia di Belle Arti “Rufa” (Rome University of Fine Arts).

 

La novitá del festival é il maggiore spazio dato alle arti visive (mostra fotografica, video-installazioni e pittura) e in questa serata di Vernissage l´apertura di "Confrontazioni" dove ogni anno sará invitato un danzatore- coreografo che lavora nella danza contemporanea e  porta avanti una ricerca autentica in quella che possiamo chiamare “La terra di confine”. Quest´anno Adalisa Menghini (Berlino) porterá l´assolo “corpo a corpo”. Il Festival si apre al di lá del Butoh alla ricerca sul corpo e il movimento e dá uno spazio piú ampio alle arti “visive” legate al tema “La terra di confine”.

Il Castello sará allora sede del Vernissage del Festival con una mostra di artisti che si confrontano nella loro opera con il corpo, il confine, lo spazio di trasformazione. Annalisa Maggiani nella performance “Costellazioni” del pittore Pietro Bellani si confronta con il corpo portatore di tracce.

Videoproiezione Mario Morleo

Saranno presenti Emilio D´Itri (Roma) con la mostra fotografica “Paesaggi dell´anima” con ritratti di danzatori Butoh,

Bruna Esposito (Roma) con "Senza Titolo- DVD per la proiezione di un´ombra”

Ilaria Distante (Pisa) con la video-installazione “Alberi”

Mario Morleo (Berlino) con la videoproiezione “Esistenza Oscura”

Ed il pittore Pietro Bellani (La Spezia) con la sua performance e opera in progress “Costellazioni”.

Annalisa Maggiani e il pittore Pietro Bellani

“Costellazioni”

Movimento e pittura, il corpo che scivola sul colore, lascia tracce, il corpo diventa pianeta, parte di costellazioni.... E´ un legame magico, c´é una parte di casualitá e di destino nell´avvenire della tela, é come una “Pratica”.

"...Passaggi immaginati e ripresi. Passaggi con segni di orme, tracce, questa ricerca é continuata  nel lavoro con Annalisa. E´ un viaggio che arriva agli ultimi quadri che sono legati alle impronte e alle cose che a volte non si vedono ma sono piccoli segni. Segni che si perdono nella tela ma é importante l´avvenimento che c´é stato, l´evento che ha causato i segni: cosí succede in Costellazioni".                                                                     Pietro Bellani

Annalisa Maggiani ha studiato filosofia all´Universitá di Pisa, parallelemente si é dedicata allo studio di Mimo Decroux, danza espressionista e teatro di strada entrando a far parte della compagnia di teatro di strada “Chille de la Balanza”(1986-1995), ha preso training e workshop da molti maestri della danza contemporanea e di ricerca, contact improvisazione (Simon Forti, Dominique Dupuy, C, Coldy, Richard Haisma, Adalisa Menghini, Les Ballets C. de la B., Labor Gras) ed ha fatto parte nel 1998 del progetto-performance diretto da Chistine de Smedt (Les Ballets C. De la B.-Berlino).

Si é specializzata in DanzaMovimentoTerapia (Art therapy italiana) (1998) e  ha ottenuto l´abilitazione di Psicologa (2000), nel 1994 ottiene una borsa di studio dal Ministero degli Affari Esteri per una ricerca sulle capacitá terapeutiche della danza di trance Gnawa (Marocco-Essaouira).

Ha studiato e praticato la danza Butoh con diversi maestri dal 1989 (Kazuo Ono, Carlotta Ikeda, Anzu Furukawa, Minako Seki, Yumiko Yoshioka, Derevo ecc...) entrando a far parte dal 1996 della Compagnia di Danza Butoh diretta da Yumiko Yoshioka, Ten Pen chii Art labor (Schloß Bröllin).

Ha lavorato come attrice protagonista nella serie televisiva DCTP “L´amore nei secoli” diretta da Alexander Kluge (Germania 1998-99).    

Direttrice artistica di Gest/azione teatrodanza (La Spezia-Berlino), con performance-Assolo insieme a musicisti jazz come Lauro Rossi, Fabrizio Puglisi e artisti di arti visive (Mario Morleo, Pietro Bellani, Moggia) partecipa a rassegne e Festival in Italia ed in Germania . La sua ricerca predilige la performance in ambienti naturali e spazi “quotidiani”. 1995-2000 dirige e cura con Yumiko Yoschioka Progetti Performance di teatrodanza Butoh realizzati nei Castelli della Provincia di La Spezia e Massa Carrara.

Dal 2003 organizza a Lerici (La Spezia) il Festival di Assoli  “La Danza di Confine”.

A Berlino con il suo gruppo Gest-Azione ha curato il concetto e la regia della Trilogia di  Performance si sono svolte nella Metropolitana di Nollendorfplatz (2003- 2005) sul tema Nostalgia, Appartenenza, Migrazione.

Bruna Esposito

"Senza Titolo - Dvd per la proiezione di un'ombra"

Bruna Esposito - 1960
Ringrazio di essere nata.
Abbastanza contenta di essere un essere umano in questa era.
Sinceramente mi auguro di morire il più tardi possibile con accanto gli amici più cari, che mi aiutino a non soffrire.
Qualche felice idea o lavoro sono venuti alla luce, e forse resteranno per un po' nella memoria di qualcuno o ben custoditi da qualche parte, per il volere incomprensibile del caso e degli spiriti tutti. (dal catalogodella  49° Biennale di Venezia, 1999)Bruna Esposito ha preso parte a innumerevoli progetti e mostre tra le quali  due Biennali a Venezia ( 1999-2005), la Biennale di Istambul ( 2003) e  la Biennale di Corea ( 2004).

Emilio D’Itri

Mostra Fotografica “Paesaggi dell´anima” ritratti di danzatori Butoh

 

Emilio D’Itri, nato a Roma nel 1960, vive e lavora a Roma, dove dirige le attività di Officine Fotografiche, fotografo, curatore di mostre, organizzatore di due importantissime manifestazioni Obiettivo Donna di cui è Direttore Artistico e Fotoleggendo uno dei più importanti e accreditati Festival di fotografia in Italia., ha al suo attivo numerose esposizioni e pubblicazioni, ha legato il suo nome al mondo del Jazz realizzando diversi servizi per artisti , collabora da 10 anni come fotografo ufficiale  al  Festival Jazz  di Tivoli. Da sempre affianca il suo lavoro su committenza a una ricerca costante sulla ritrattistica e la figura in genere, con percorsi definiti. Da una galleria di immagini sugli artisti a una serie di ritratti su anziani famosi realizzato nel 1999 lavoro esposto nella sala della Protomoteca al Campidoglio nel 2000 a Roma e inserito in un convegno Internazionale in occasione dell’anno dell’anziano, la stessa ricerca che lo ha portato a fotografare i Danzatori Buto , lavoro questo inserito nel più importante Festival di fotografia in Italia  “FotoGrafia” Festival Internazionale di Roma nel 2005. Nel 2005 presenta “I Campi del Dolore” Un reportage sui campi di sterminio in occasione delle celebrazioni per i 60 anni della liberazione. Questo lavoro è stato presentato in anteprima al Pitigliano Film Festival, festival del cinema Ebraico nel 2005 in occasione dei 60 anni della liberazione dei Campi, esposto nel 2006 alla Rocca Paolina di Perugia per la Giornata della Memoria organizzata dal Provvidetorato agli studi di Perugia. E Nel 2007 è stato inserito nel programma della giornata della memoria del Comune di Roma con il  Patrocinio dell’ANED.

Carmen Bertacchi

Diplomata al Liceo Artistico di Carrara nel 1972,si trasferisce a Firenze dal 1974 al 1985,dove frequenta il Biennio di Design dell’Accademia di Belle Arti. Contemporaneamente si iscrive all’Università degli Studi fiorentina dove consegue il di Laurea Triennale in Servizio Sociale, con una tesi in Psichiatria. Artista concettuale e personalità eclettica, sempre attenta al linguaggio della comunicazione creativa, seppure con un forte interesse per le scienze psicologiche e sociali. Attiva artisticamente dal 1973, con un linguaggio molto personale, dove le opere grafiche e le installazioni diventano essi stessi spazi virtuali in cui fluidi ed energie sconosciute sembrano rincorrersi in piani geometrici di singolare taglio, sospesi su un nulla, dove questo vuoto nichilista, inghiotte la geometrica luminosità delle forme vicine. Le forme da lei esplorate non  sono legate ad un percorso pittorico e anatomico espressivo tradizionale, ma ad un discorso appunto concettuale dove l’interiorità dell’uomo e l’energia come forza vitale, sono in primo piano.

Indaga il percorso del. CORPO come INVOLUCRO in rapporto al TEMPO-INVOLUCRO come CRISALIDE e la TRASFORMAZIONE /MUTAZIONE di esso. Diversi i suoi momenti espositivi relativi a installazioni, grafiche e progetti-performance, in Italia e Spagna, sempre con positivo ed incisivo riscontro di critica e immagine. Attualmente interessata alla ricerca del BIANCO come energia, sta lavorando su composizioni in gesso molto materiche e di evocazione primordiale. E’ da ventidue anni curatrice delle diverse attività culturali dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Sarzana, con un’attenzione particolare alla musica (Festival di Musiche dal Mondo “Sconfinando” di rilevanza nazionale ed internazionale) Stagione Teatro Impavidi, “Estate Sarzanese” “Festival della Mente”(responsabile della logistica), mostre d’arte e numerosi appuntamenti del programma  di promozione culturale e turistica della propria città. Dal 2005, nel mese di Giugno, cura ”Oltrepassare”(per la parte musicale) rassegna dedicata alla  multietinicità nei suoi diversi aspetti e patrocinata dal Comune di Capannori (Lucca).

Carlo Moggia

"DusTime"

…E’ come se lo stesso corpo potesse apparire in un singolo istante in tutte le differenti posizioni di un percorso, privato anche di quella consequenzialità che dà all’azione coerenza e significato e, inoltre , come sospeso su di un fondo impersonale,privo di ogni altro riferimento oggettivo se non il  corpo stesso.

Il tempo, lo spazio e il movimento espresso dai corpi possono così, più efficacemente,situarsi ad un altro livello di realtà dove tali coordinate trovano nuove possibili forme di relazione: non più lineari, diventano metafora di una “polverizzazione” di istanti e spazi intrecciati e caotici, fluttuanti, vibranti.

I singoli corpi sono eseguiti con un’unica traccia continua di colore, un segno- gesto rapido e immediato, essenziale (quasi orientale) ma nello stesso tempo carico di infinite variabili che si dispiegano, come tracce di particelle sulla lastra di un rivelatore, alla ricerca di un’unità di visione tra micro e macro, tra  unicità e insieme.

I dischi di plexiglas, benché autonomi, fanno parte di un’installazione più estesa e articolata sia dal punto di vista formale sia da quello contenutistico.

Mario Morleo

“Esistenza Oscura” videoproiezione

 

Mario Morleo, Kameramann e videoartista unisce nel suo lavoro la videoarte sperimentale e la documentazione. Lavora come libero professionista con diverse reti televisive nazionali in Germania. Ha documentato, filmando e facendo un film, le balene dell'oceano Atlantico. Direzione artistica del laboratorio video sulla Nave d'arte Kunst-Raum-Schiff MS Stubniz. Collabora con il gruppo di artisti Fritz Deutschland-Events- Francoforte. Collabora con compagnie di teatro danza per installazioni video e documentazione:

Ten Pen Chii art labor, Ziguri Ego Zoo (Schloss Brollin-Berlino)

Lavora con la danzatrice e performerin Annalisa Maggiani 

- videoinstallazioni per i progetti di teatro- danza in vari castelli della provincia di La Spezia e Massa (1999-2006).

Videoarte per l'assoli Tracce, Marea, Corpo Mundi.

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